DER FEUERKREINER

Absurda Musica Teutonica

Der Feuerkreiner. Un nome che subito rimane ben impresso in mente per l’estrema somiglianza con la sigla del progetto viennese del panzermusicante Albin Julius. Ed una proposta sonora che in qualche modo è attinente alle orchestrazioni militari della già citata band austriaca. Confronti in qualche modo imbarazzanti ma non per questo impediscono al giovane duo di Recanati di saper mostrare una certa dose di originalità unita ad una grande voglia di continuare la propria carriera musicale…


Pochissimi mesi separano il vostro debutto su Runes & Men/Misty Circles dal comunque recente demo autoprodotto. Siete quindi una band giovanissima sconosciuta ai più, volete stilarmi alcune note biografiche dei Der Feuerkreiner?
Federico: Il progetto è nato nel dicembre 2000 dal comune interesse di amalgamare quelle che erano state le nostre esperienze musicali passate, così apparentemente divergenti; io alle spalle ho un’esperienza come tastierista nei Lumen Moritur, band Death Metal Sinfonico prodotta da Paul Chain nel ’98 e qualche sperimentazione in campo elettronico come Kunst Mork e Commotus Ingenio.
Valentina: Io invece ho contribuito al lavoro sfruttando i miei studi di canto polifonico come allieva di Giuliano Viabile della Schola Cantorum di Loreto. Prima di far uscire il demo auto- prodotto abbiamo suonato in qualche serata in piccoli locali dalle nostre parti, passando per vari concorsi, come le Selezioni regionali per Arezzo Wave 2002.
Federico: Il pubblico che ha assistito ai nostri spettacoli non è riuscito spesso a capire il nostro intento e il più delle volte siamo stati tacciati di propagandare il totalitarismo di destra.
Niente di più sbagliato poiché il nostro lavoro è completamente estraneo alla politica, il nostro interesse è esclusivamente rivolto alla musica.

Piuttosto evidente è la vostra influenza esercitata da Albin Julius e dalla sua creatura Der Blutharsch. Mi sembra ovvio che le vostre influenze non sono soltanto riconducibili al panzer viennese…
Valentina: Sembrerà strano ma il primo approccio che abbiamo avuto con il genere proposto da Albin Julius è stato solo lo scorso anno assistendo a Prato al concerto dei Der Blutharsch, consigliatoci da alcuni amici che avevano trovato in noi forti similitudini con la musica del panzer viennese. Tutto questo quando il nostro demo era già in circolazione.
Federico: Tra l’altro io vengo da un’esperienza death-black metal che nulla a che vedere con ciò che stiamo facendo ora anche se nel contempo ho sempre coltivato interesse per lavori come quelli di Death in June e Current 93, passando anche per i Laibach, Suicide Commando, B-Ton-K fino ad arrivare alle sonorità più industrial di Imminent Starvation e P.A.L (da cui prendo spunto per Kunst Mork).

Le vostre liriche sono puramente fonetiche nonostante si ha l’impressione che cantate in tedesco. Che cosa rappresenta questa decisione? Non sarebbe meglio nascondere un messaggio dietro ai testi? Oppure nonostante questo, chiamamolo, limite un messaggio è comunque presente?
Federico: Sembra che cantiamo in tedesco perché abbiamo scelto di utilizzare le sonorità di questa lingua, che crediamo meglio di altre si addica al nostro stile. Il nostro lavoro si svolge componendo per prima la musica, le parole vengono aggiunte in seguito, ricercandole e arrangiandole in base alla melodia, in modo di avere armonia tra le due parti.
Valentina: La nostra fonte di ispirazione è Christian Morgenstern, uno dei poeti che riflette la crisi morale e letteraria della Germania attorno al volgere del secolo scorso. Le sue opere sono poesie burlesche, nate forse per gioco, immaginate come canzoni di un gruppo di impiccati, dall'umorismo macabro ai limiti dell'assurdo. Presi i suoi versi, li riadattiamo, allungando alcune parole, anagrammandone delle altre e deformando diversi suoni fino ad ottenere un linguaggio totalmente fonetico. Abbiamo optato per questo linguaggio sia perché riteniamo non opportuno che le parole abbiano la predominanza sulla musica sia perché ci piace pensare che ognuno, ascoltandoci, dia il proprio significato alle atmosfere che gli offriamo.

Le vostre performance live sono curate da Michele Senesi. Mi parli del suo intervento? E quanto è importante per voi la dimensione concertistica rispetto al lavoro in studio?
Federico: Michele Senesi è un nostro carissimo amico che si sta facendo conoscere con i suoi cortometraggi in ambito nazionale grazie a svariate vittorie tra cui quella per ben due anni consecutivi al Festival del Cinema Trash di Torino. E’ inoltre anche impegnato con il gruppo “Les Enfants Pendus” nella rivitalizzazione del film di genere. Per alcuni dei nostri brani ha creato dei video da proiettare durante le esibizioni live per tentare di coinvolgere lo spettatore in qualcosa che non lo blocchi al semplice livello uditivo ma che riesca invece ad immergere i suoi sensi in uno spettacolo altalenante fra varie emozioni.

La scena di Recanati (se si può definirla tale) vede la presenza del collettivo Lupinaria e di tutte le sue manifestazioni culturali come l’Orchestra Spectraculo Absurdo. Di che si tratta?
Federico: Lupinaria è una realtà della scena musicale e artistica recanatese formatasi nel 1997. Questo è un movimento artistico di stampo Neo-Dadaista localizzato nelle Marche solo per una serie di coincidenze ma di spirito transnazionale e che, nonostante si occupi prevalentemente di musica, non si limita a questa bensì si rivolge a tutte le forme di espressione, esistenti e non. Non esiste alcun manifesto, per cui ognuno di Lupinaria vede e sente ciò che meglio crede.
C’è chi ci vede qualcosa di politico, chi crede che si tratti solo di un‘accozzaglia di cialtroni con velleità artistiche; l’unica chiave di lettura che si possa fornire si può concretizzare in queste parole: caos, arte , terrore. Tra le sue fila partecipano attivamente alcuni personaggi che stanno rendendosi noti in ambito nazionale come Elipsis e MF9, il Golgotaem, un gruppo di dj’s di diversa estrazione musicale e i video-makers “Chaltron & Stronz” che con la loro Video- Art-Terror sono riusciti a conquistare la messa in onda sul programma “Blob” di Enrico Ghezzi.
Nulla può comunque essere tolto agli altri personaggi che militano nel movimento (come l’Orchextra Spectraculo Absurdo, che si cimenta in spettacoli basati sull’improvvisazione musicale e letteraria, Ca.Pe.Al, Ragni Annegati, ecc.) e ai simpatizzanti che partecipano saltuariamente alle serate Lupinaria come Michela Nibaldi con le sue inquietanti sculture, Monaldo Moretti e i film-makers A.Zapruder, I-Burn e Ordeal.

Il booklet del vostro esordio riporta un testo di Christian Morgestern, noto per essere un poeta assurdo e grottesco. Per certi versi è un personaggio riconducibile al Beckett di “Aspettando Godot”, opera teatrale che avete anche inscenato. Che rapporti hanno i Der Feuerkreiner e l’ ”assurdo”?
Valentina: L’incontro con questo autore è avvenuto fortuitamente grazie a una nostra amica che stava preparando la tesi di laurea su Beckett.
Già un può conoscevamo il “teatro dell’assurdo” e quindi abbiamo deciso di collaborare assieme alla realizzazione della messa in scena di una delle sue opere. La scelta è ricaduta per l’appunto su “Aspettando Godot”. In questo lavoro il nostro compito è stato quello di musicare l’azione mentre quello della nostra amica di svilupparne le scene.
Il risultato è stato mostrato a una piccola cerchia di amici. L’esperienza è stata molto interessante e coinvolgente sotto vari aspetti ma per il momento abbiamo deciso di sospendere questo progetto poichè è troppo impegnativo e vorremmo aspettare di essere più preparati per riprenderlo, magari, in un prossimo futuro.

Siete impegnati entrambi con una serie di formazioni e progetti diversi
(Lupinaria, Kunst Mork, Warburg Kreis…). In che misura coesistono fra loro?
Valentina: Entrambi prendiamo parte a vari progetti di diverso stampo musicale che confluiscono nel movimento Lupinaria, sia singolarmente che con altri membri del collettivo. I Der Feuerkreiner sono nati grazie all’esperienza accumulata da questi lavori così diametralmente opposti eppure fondamentali alla creazione di questa nuova entità che cerca di farli convivere sotto lo stesso nome.
Federico: Kunst Mork offre le ritmiche e le sonorità industrial, Commotus Ingenio le atmosfere più algide e Warburg Kreis lo stile vocale; comunque questi progetti non sono stati abbandonati del tutto e continuano ad avere una vita propria indipendentemente al contributo che offrono ai Der Feuerkreiner.

State programmando qualcosa per il futuro? Concerti, partecipazioni a compilation o addirittura il nuovo capitolo discografico?
Federico: In questo periodo, insieme a Runes & Men e Misty Circles, stiamo organizzando l’attività promozionale che ci vedrà impegnati a partire dalla prossima stagione in vari locali dell’Italia. Nel frattempo stiamo completando dei nuovi brani che cercano di indirizzare i vari stili presenti nel Cd in qualcosa di più personale ed elaborato.

L’intervista è finita. Volete aggiungere qualcosa?
"Lascia andar le sottigliezze,
e ciò che fa pensare tanto!
Lascia fronzoli e finezze,
svelto, su, ferma l'incanto!"
Christian Morgenstern

www.derfeuerkreiner.it