Derniére Volontè
Le ferite del passato
originally appeared on Kronic

Il panorama dell’odierno neo-folk offre poco sul piano dell’originalità compositiva ma esistono progetti degni della nostra ammirazione, fautori di strutture musicali e scelte sonore lontane da risultati troppo ovvi e confezionati. Fra questi troviamo con molta probabilità anche i francesi Derniére Volontè. Partendo da sperimentalismi pregni di nostalgie art-nouveau, Geoffroy D. con l’acclamato “Les Blessures de l’Ombre” mostra una facciata unica e coinvolgente della scena apocalittica con innesti di new wave e melodiche percussioni dando vita ad un inedito “Military Pop”. Con espressioni rubate all’immobilità storica di immacolate ed eterne sculture marmoree, ospitiamo suoni e volontà di monsieur Geoffroy...
“Les Blessures de l’Ombre” è il tuo secondo CD dopo il debut-album di qualche anno fa. In più di un’occasione mi hai riferito che “Le Feu Sacrè” è un lavoro piuttosto acerbo con tracce destinate all’inizio per altre releases. Quindi possiamo considerare l’ultimo bellissimo CD come il primo album creato apposta ed il risultato è ampiamente soddisfacente. Sei soddisfatto del risultato finale? Cambieresti qualcosa?
“Le Feu Sacré” è senz’altro un lavoro che non ha beneficiato delle stesse condizioni delle mie ultime registrazioni. E’ stato realizzato tra il 1988 (qualche mese dopo “Obieur et Mourir”) e il 2000. In questo lasso di tempo una serie di eventi hanno cambiato le motivazioni del mio progetto. Lavoravo con un equipaggiamento molto piccolo (lo stesso che utilizzai per realizzare “Obieur et Mourir”) che non lasciava molto spazio all’aspetto tecnico. All’inizio, “Le Feu Sacré” doveva uscire come doppio LP e doveva essere orientato su sonorità più sperimentali. Di conseguenza molti titoli non vennero mai completati o pubblicati (alcune di queste tracce verranno poi editate sul doppio CD “Commemoration”). Dopo essere entrato in possesso di una strumentazione più ricca ho preso tutto il mio tempo per concentrarmi unicamente su questo progetto, possibilità che mi hanno permesso di fare quello che volevo effettivamente con “Les Blessures de l’Ombre”. Fu una totale soddisfazione... Permettimi di dirti che è molto difficile essere totalmente soddisfatti e che ogni produzione mi lasciava perplesso. E quindi sono molto contento che l’album sia uscito dopo tutte le difficoltà e gli interrogativi che ho attraversato. Ma non appena lo ascoltai... non posso farci nulla ma notai degli errori. Sì, li ho fatti. Suppongo che anche gli altri musicisti facciano così.
Sia “Le Blessures de l’Ombre” che il primo CD raffigurano in copertina bellissime illustrazioni di artistiche statue? Sei un appassionato di arte? Cosa ti trasmette la visione di queste creazioni artistiche?
Non ho altre attività artistiche al di fuori della musica, a parte alcuni disegni, come nel caso della cover per il 7” collaborazione con i Novy Svet. Ho notato rapidamente che integrare austere statue alle covers dei miei dischi illustrava perfettamente le mie ossessioni. Sono dotate di vita, di un aspetto vitale e sono fredde come la morte, riflettono le nostre ombre senza mai muoversi, sembrano eterne ma il tempo li porterà lontani verso la fine. Per me appaiono come gelide espressioni della nostra immaginazione, angoscie, gioie e domande.
Conosco la tua avversione nei confronti dei bootlegs e Derniére Volontè è una delle vittime del fenomeno delle produzioni pirata. Lo conferma una recente produzione russa che ripropone con pessimi risultati l’ormai esaurita “Obieur et Mourir” ed anche una raccolta dei vecchi 7”. Cosa ne pensi di queste releases non ufficiali?
Penso che sia una vergogna! Io non riesco a capire perché ci sono persone che supportano iniziative del genere comprando questi prodotti che io considero come pura pirateria. Ho avuto la possibilità di vederli ed erano orribili. Questa gente non ha alcuna autorizzazione a pubblicare questi prodotti ed il loro lavoro grafico è totalmente ridicolo. Francamente non ho niente contro la gente che mette in vendita CDr’s di materiale raro o bootlegs di concerti. Nessun problema fino a quando non si costruisce un business al di fuori del suo profitto sostanziale, ma in questo caso, costoro stanno facendo molti soldi con un lavoro che non è di loro proprietà ed inoltre Dernierè Volonté non percepisce un solo centesimo. Giustificare quest`attività dicendo di rispondere solo ad una richiesta di mercato e vendere edizioni assolutamente di merda a costi elevati è semplicemente grottesco e mi fa infuriare. Ricordo gente che negli anni ’80 metteva in vendita live non ufficiali su cassetta, e queste non provocavano le stesse disastrose conseguenze che stiamo affrontando oggi. Quelli che comprano queste ‘registrazioni’ non sembrano coscienti delle loro azioni e di come diano soldi a gente che fa tutto questo solo per racimolare denaro alle loro spalle. Ho solo una parola da dire: VERGOGNA. Non sono l’unica vittima di questi acchiappa soldi: LJDLP, Haus Arafna e molti altri stanno pagando il prezzo di queste attività criminali solo perchè hanno rifiutato di ristampare i loro dischi. Se c’è gente che si rifiuta di ristampare quello che loro considerano come un elemento del passato, è assolutamente una loro scelta libera. Hau Ruck! ha ricevuto i masters per la compilation di singles “Commemoration”, così dovrebbe essere pronta in pochi mesi (la compilation in doppio CD è uscita da oltre un mese ndr.). Questa edizione sarà composta dalle tracce dei 7”, tracce apparse su compilations e alcune tracce inedite. A questo punto aggiungo un avviso: non comprate nulla di queste sciocchezze e mandate questi bootlegari all’inferno. E’ tutto quello che si meritano.
In merito alla precedente domanda è d’obbligo chiederti quando sarà disponibile la ristampa del box “Obieur et Mourir”. Sarà anche disponibile una versione in triplo vinile come annunciato su una nota fanzine italiana?
Riguardo alla ristampa di “Obieur et Mourir”, dopo alcune lunghe discussioni, sembra che la Nuit & Brouillard ha iniziato a lavorarci. Spero che tutto ciò veda la luce prima di primavera, ma non posso essere sicuro di niente. In ogni caso, dovrebbe presentarsi come un box in doppio CD ed anche come box con 3 LP e comprenderà, oltre alla versione originale remixata, delle tracce mai pubblicate e delle versioni alternative.
Al Monastery di Vienna hai debuttato anche dal vivo con un convincente live-set. In seguito hai tenuto concerti in più parti dell’Europa riscotendo sempre ampi consensi. Sei soddisfatto dell’attività live?
Noi proviamo sempre ad evolvere questo aspetto (dico “noi” perchè il mio partner Pierre ha un posto importante nell’ambiente live). Ad ogni concerto cerchiamo di cambiare alcuni elementi, che può essere la tracklist, la mia voce o lo stile delle percussioni. Ma per rispondere alla tua domanda, sì, siamo soddisfatti dei nostri shows e cerchiamo costantemente di perfezionarli.
Sempre in ambito live, è noto che questa “scena” ha bisogno di scenografie per accompagnare un live altrimenti troppo statico. Tu a differenza di molti altri, ti basi solo sulla musica e su una riservata e semplice presenza scenica. Hai intenzione in futuro di usare una scenografia multimediale? E non credi che alla fine questo aspetto può risultare noioso?
No, non penso che useremo video o qualcos’altro del genere per accrescere l’atmosfera dei nostri shows. Mi piace l’interpretazione che il pubblico percepisce da sé, reagiscono alla musica ed alle atmosfere come se fosse un videoclip. Credo che per il momento sia inutile utilizzare questi elementi esterni, a meno che non abbiamo niente da dire e fare. Nonostante questo, spero un giorno di poter lavorare in questa direzione ma sarà una scelta per un progetto unico e definito.
Sempre al Monastery, hai presentato al pubblico il tuo nuovo logo con la Croce di Lorena, noto simbolo della Resistenza Francese. Cosa intendi rappresentare con questo simbolo?
La Croce di Lorena che indosso è il simbolo contemporaneo della libertà e della vittoria contro le oppressioni. A parte il suo essere un simbolo religioso, come tu sai, usato dai movimenti della Resistenza durante la II guerra mondiale, ma la sua essenza è tuttavia luminosa al mio sguardo. Attraversandola con le iniziali dei Derniére Volontè (il qualche sono anche le iniziali delle mie due famiglie) può essere interpretata come una chiamata a resistere contro forze identificabili che hanno immerso il nostro mondo nell’oscurità: “Ultima volontà prima della vittoria, un ultimo sacrificio prima della libertà”. Il pugno che usavo in passato derivava dallo scudo delle SS Götz von Berlichingen. Era attraversata da una Croce di Lorena in “Obieur et Mourir” come un modo per marcare la mia imparzialità in quel periodo oscuro. Ho tolto la Croce e lasciato il pugno, in “Commandements” per esempio, perché volevo simboleggiare forza ed insubordinazione. E’ scomparsa dopo “Le Feu Sacrè” perché non volevo più dare spiegazioni ed ancora spiegazioni su quel simbolo che, in un certo modo, non corrisponde al mio stato d’animo.
Fra le prove più convincenti del tributo agli Ain Soph, c’è la tua cover di ”Coeur de Lègionnarie”. Cosa ne pensi degli Ain Soph? Ritieni che sia un gruppo che ha influenzato parecchio la nostra “scena”? Conosci ed apprezzi altre bands italiane?
Apprezzo gli Ain Soph, ed in particolare i loro debutti esoterici. In un epoca quando le loro produzione si trovavano solo su vinile o cassetta, ero stupito dalla potenza della loro minimale musica e dalle immagini che provocavano. Li ho trovati coraggiosi quando hanno cambiato totalmente e sono ritornati ad un formato più convenzionale e rock. Comunque “Aurora” non è il mio album preferito, apprezzo i testi e la semplice energia che viene spinta da essa. “Légionnaire en Algier” è una bella canzone e farne una cover con la musica di Derniére Volontè mi è sembrata un’ottima idea. Sono piuttosto sicuro che hanno influenzato molti gruppi della scena esoterica, ed anche del rock underground. La scena industriale italiana ha beneficiato di molti artisti importanti come Maurizio Bianchi (MB) e Sigillum S. Oggi voglio citare Bad Sector i cui lavori non smetteranno mai di stupirmi, la pazzia del Teatro Satanico Charles Manson, Foresta di Ferro di cui ero impaziente di ascoltare il loro primo album, Calle della Morte, perchè è il progetto di una persona che apprezzo e che realizza cose interessanti, e naturalmente Inner Glory il cui talento diventa sempre più visibile.
Cosa ci riserva per il futuro Derniére Volontè?
Non saprei, ogni giorno me lo chiedo io stesso. Per il momento, sto lavorando ad un nuovo album, molte nuove tracce sono pronte ma non ho idea di quando sarà completato. Forse realizzerò un sito web, sembra che sono l’unico a non averlo. Ho anche altri progetti oltre a Derniére Volontè ma questa è un’altra storia...
Vuoi aggiungere altro?
No, mi dispiace. Voglio scivolare indietro nel silenzio...