
Disco di un altro mondo. Potremmo definirla così questa nuova release della finlandese Aural Hypnox e gli indizi sono tutti orientati verso quella zona oscura e misteriosa che è lo spazio infinito. Un’autopsia delle stelle. Con tanto di Orsa Minore raffigurata all’interno del curato e suggestivo digifile nero ed argento. Nove stelle da analizzare, tutte collegate da un filo astrale ed intesa come un’unica suite dark ambient scurissima e densa di umori misteriosi. Un’unica grande ed enorme costellazione.
Le iniziali “Totem Owl” e “Tellus Sinks” disorientano l’ascoltatore con densi strati di venti siderali, ambient scarnificata con samples ruvidissimi e per niente tranquillizzanti. Se esiste vita sulle stelle non deve essere per niente amichevole. “Exo” si distingue dalle prime tracce per le sue lontane ed isolate percussioni unite a suoni apocalittici e premonitori di infauste paure con crescendo urticante e maligno di synth pieni di viva angoscia. Una lunga ed eccessiva “Flesh Treasury” spiana la strada ad una corrosiva “Dark Grammar”, dark ambient arricchita da inserti campionati e ruvidi. “Possessed Constellation” partendo da fitte trame noise ambient muta forma in una struttura più morbida, più definita,con calde basi industriali, samples violentati da venti cosmici e frequenti percussioni metalliche. Ultimi spiragli di luce affidati a due lunghissime suite, “Skeletal Sphinx” più interessante nei suoi campionamenti reali, magia analogica atta a creare colonne sonore per un viaggio senza fine e senza alcuna destinazione.
L’Aural Hypnox non è certo una label che produce dischi ad ampio raggio di gradimento, le sue produzioni sono riservate ad un pubblico selezionato che abbia la capacità di assaporare le molteplici sfumature che progetti come Zoät-Aon riesce ad assemblare, creare e concepire nell’arco di un supporto digitale. Per maniaci della dark ambient più ostica ed inaccessibile.