Atrium Carceri “Kapnobatai” CD Cold Meat Industry

Simon Heath non si ferma. In poco tempo, la Cold Meat Industry ha pubblicato 3 albums di questo giovane svedese, un matrimonio scandito da nere pulsazioni ambient guidate da luoghi infestati da spiriti in ogni manifestazione sonora. Se nel debutto erano le celle carcerarie ed in “Seishinbyouin” i manicomi, nel recente “Kapnobatai” si scopre un contatto più spirituale, infatti il titolo è letteralmente ‘coloro che camminano nel fumo’, riferito agli sciamani che attraverso l’uso di determinate sostanze riescono ad allacciare dei rapporti con l’aldilà.
Neanche a dirlo, il sentiero di questo cammino, verte su sfumature dark ambient molto più minimali del solito, più sfuggenti con percussioni e suoni bassi soffocati in lontananza. “Impaled Butterfly” riesce bene nell’intento di nascondere un assetto ritmico morbido ed avvolgente sotto strati di nebbia elettronica. “Maintenance Tunnels” cela influenze di In Slaughter Natives, death ambient con forti e tetri rintocchi metallici, le successive “Wrapped Cloth” e “A Stroll through the Ancient City” si disperdono in lenti battiti in bilico tra l’ambient e l’industrial svedese. Il CD si dilunga, piuttosto stancamente, in poco incalzanti danze death-ambient tra i già citati ISN e le sferragliate più maligne dei Megaptera. Profondi i bassi di “Synaptic Transmission”, peccato che manchi quella cattiveria apocalittica cara a Havukainen, noiosa la funerea dark ambient di “Ruins of Desolation” e la breve elettronica dell’apocalisse di “Torn Citadel”. L’ascolto prosegue piuttosto stancamente, si trascina senza particolari picchi emotivi a causa di brani (ben 14) di lunghezza medio/lunga che offrono ben poco al di là di idee levigate solo in superficie.
Il precedente “Seishinbyouin” non nascondeva le sue buone intenzioni, nel complesso è risultato un album discreto che valeva un ascolto. “Kapnobatai” si affida, come abbiamo già affermato, ad un’industrial molto oscuro, con numerosi bassi cavernosi ed atmosfere apocalittiche vicine alle cattiverie ruvide e spietate di in Slaughter Natives. Ruvide e spietate sì… Ma non in questo caso. Un risultato debole e poco incisivo. Il fumo annebbia la mente.