AURAL HYPNOX SPECIAL
Halo Manash “Par-Antral: Vir” CD Aural Hypnox

“Par-Antral: Vir” è in ordine cronologico il secondo lavoro del finlandese Halo Manash ed il primo per la sua personale label Aural Hypnox, il debutto “Se Its En” uscì per la Blue Sector come CDr nel 2003. E' un progetto di lunga durata che si svilupperà in una trilogia intitolata appunto “Par-Antral Trilogy” e Vir è il primo tassello di questa idea ispirata dalla formazione della notte, del cielo e del tempo.
Graficamente, è ben concepito all'interno di un booklet A5 in bianco e nero, ricco di contenuti testuali, immagini e simbologia rituale. Aspetto di cui è dotata anche la musica proposta dal duo delle terre più fredde dell'Europa, dark ambient fortemente intrisa di quell'aspetto rituale e magico, sonorità create per determinati scopi ed idee. Le note delle nove tracce sono stratificate in più livelli, un assemblaggio ben curato di samples, drones, chitarre campionate, synth analogici e percussioni sciamaniche. Per certi versi, vicina alle liturgie sonore di gente del giro Athanor come gli storici Zero Kama, brani che nel complesso diventano mantra lisergici e perdono ogni contatto con la musica per assumere un'altra forma, più profonda e ricca di significati occulti, ma in contesti più naturali e vicini ad essenze naturali come, in questo caso specifico, la notte. Possiamo quindi immaginare “Vir” come una danza di stelle e corpi celesti nella penombra assoluta di un cielo notturno, luci e scie luminose impazzite che dipingono spirali e disegni indecifrabili nell'infinito. In sostanza il CD della neonata label finlandese non pecca assolutamente di accuratezza, all'interno della sua struttura molto complessa e cervellotica riesce a dare un'idea ben chiara delle atmosfere che si vogliono creare dal nulla, un difetto lo si può ricercare nella linearità che “Vir” segue in tutta la sua durata (aspetto non presente nel successivo “Syoma”), anche se non mancano momenti da citare come la nevrotica “MagneTisOitUNut aIval” o l'inquietante e pauroso grido di “TULVI Alas keESIIN”. Da segnalare anche i simboli grafici che contraddistinguono ogni singola traccia, un aspetto che mostra l'attenzione del progetto scandinavo nel curare nei minimi dettagli le loro produzioni.
In definitiva, gli Halo Manash rappresentano un buon gruppo di ritual ambient, ben costruito su molti punti di vista e dotati di un'entroterra culturale non indifferente e per nulla superficiale. Edizione limitata di 1000 copie.
Halo Manash “Syoma“ CD Aural Hypnox

E' confezionato all'interno di un bel digifile il terzo full-lenght del finlandese Halo Manash, un package cartonato in nero con stampe in argento ben integrate negli oscuri rituali che “Syoma” costruisce attorno a sé. Una cerimonia esoterica in digitale composta da 7 tracce create attraverso l'ausilio di una strumentazione elettro/acustica e ben fornita, si va dai semplici quanto suggestivi samples ai riverberi creati da lunghi drones ipnotici creati dalla chitarra e percussioni rituali per puntellare il sound. L'ascolto può risultare dispersivo in quanto accostabile alle primissime prove musicali dei veterani Ain Soph, la trilogia magica concepita per puri scopi magici, ma nel caso degli Halo Manash il minimalismo dell'epoca è sopperito ad una strumentazione più ricca e capace di creare un suono più intricato, forte di una varietà sonora che da questo lato potremmo accostarlo al nostro Bad Sector, senza però raggiungere l'evoluzione elettronica del Magrini. Inutile analizzare passo per passo le fatiche liturgiche di “Syoma”, tutte le tracce sono elaborate in una dark ambient rituale curata nei minimi dettagli e come ben specificano all'interno della card board, è un lavoro dedicato e ispirato dalle forze dinamiche del subconscio che danno l'impulso a visioni collegate all'auto-cannibalismo ed alla metempsicosi, una teoria pagana sulla trasmigrazione delle anime. Un concept che si adatta alla perfezione, le atmosfere evocate hanno, infatti, qualcosa di trascendentale, una funzione che va oltre la semplice definizione di prodotto musicale, inquietanti suite che non hanno il difetto di stancare attraverso lunghe quanto estenuanti rumori o altri suoni di origine elettronica, ma le modulazioni acustiche effettuate con precisione chirurgica ed effetto rilassante riescono a tenere l'attenzione sempre sul livello di guardia. Non mancano momenti dove i drones riescono a dare un tocco più nevrotico e meno tranquillo (la breve “LOi muUTOS”), schizofrenici tessuti atti a stordire una vittima altrimenti troppo distesa. Con la conclusiva title-track, le coordinate si fanno più confuse ed annebbiate a favore di trame più inquietanti ed agitate, un compendio angosciante che regala minacce e sensazioni ostili.
Limitato a 1000 copie, il terzo CD edito dalla stessa label di proprietà di Halo Manash, rappresenta un ottimo prodotto del sottobosco rituale del vasto mondo dark ambient, interessante, realizzato con estrema cura e coinvolgente nel suo esoterismo acustico.
Aegoa “Coav“ CD Aural Hypnox

La seconda produzione della Aural Hypnox si presenta in un formato inedito e davvero curioso. Si tratta di un Cd racchiuso in un normale booklet apribile ma racchiuso all'interno di due cartoncini quadrati di colore nero con una piccola cordicella sulla base superiore. Decisamente una confezione insolita e misteriosa. Finlandesi come l'Aural Hypnox che ha stampato il CD in 1000 copie (esiste anche una versione limitata a sole 75 esemplari realizzato in un esclusivo box con una serie di collages. Edizione naturalmente andata sold-out) gli Aeoga si presentano ben prima dell'ascolto con una frase all'interno del libretto che cattura subito l'attenzione. Spiega in maniera esauriente lo scopo di “Coav” ed è quello di esaurire corpo e mente per ottenere una condizione di non-consapevolezza e di conseguenza essere in grado di creare materiale basato su visioni primitive ed assenti. Una spiegazione abbastanza profonda e confusa, così come lo è la musica proposta che verte come il resto della produzione dell'etichetta finlandese su un ritual ambient contorto e cerebrale. Quindi musica, suoni ed idee assemblate per creare atmosfere, un'intricata soluzione strumentale composta da feedback chitarristici, drones e batteria per dare corpo a paesaggi arcaici e primitivi, panorama violentati da venti impetuosi che hanno preso la forma di suoni elettronicamente trattati.
Un piccolo gioiellino di elettronica rituale, non male come debutto anche se può sembrare decisamente ostico per chi non riesce a digerire queste complesse strutture sonore che non hanno il bisogno di dare una forma ‘musicale' o d'impatto culturale (come nel caso della power-electronics) ma perchè dotati di una chiave per deformare “Coav” in qualcosa di materiale, concreto e visibile. Per ascoltatori attenti.
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