
Nella discografia di Der Blutharsch non mancano albums suonati dal vivo, siano essi bootlegs o live ufficiali. “The Long Way Home”, “El Diablo” e tanti altri. Questo “Live at Monastery” si distingue dal resto per essere eseguito con una vera strumentazione. Campionamenti sempre presenti, ma sorprende la ricca line-up che dona al risultato globale una forte tendenza verso la musica tradizionale. E l’abbigliamento tipico austriaco ricopre un ruolo fondamentale. Registrato il 1° Maggio al Monastery (niente piazze iper-affollate di Roma), vede una formazione allungata a 6 elementi davanti ad un esclusivo pubblico selezionato su invito.
Dopo una evocativa intro, si nota da subito che le cattiverie belliche dei lavori in studio, sono smorzati ed ammorbiditi da una esecuzione passionale e sentita con un binomio tra voci femminili e maschili ben calibrato. Il dinamismo sonoro fa posto ad rigidità marziale risultando globalmente molto coinvolgente e più umano. Magie dell’assetto strumentale. E c’è anche la forza totalitaria di “Despair” del periodo di “Take Care & Control” con Douglas Pearce resa più ‘festaiola’ e meno glaciale.