
Con Contemplatron, la polacca Wrotycz Records raggiunge quota 2 dopo un buon debutto targato Kratong. Polacchi anche loro, i Contemplatron affidano il loro messaggio musicale ad una inquietantissima dark ambient ispirata al Libro Tibetano dei Morti. Il CD confezionato in una semplice ma elegante cardboard apribile si divide in due parti di 6 passaggi sonori ciascuno.
Con “Antarabhãva” si vuole descrivere lo stato che c’è tra la morte ed una futura rinascita, infatti è un termine sanscrito che significa, appunto, ‘stato intermediario’. Questo viaggio ha inizio con una cupissima “Mantra”, atmosfere soffuse sorrette da un tetro drone che non smette di angosciare anche gli animi più forti. “Innerscapes” non abbandona il binario della paura con una traccia più viva, battiti più potenti stravolti da lugubri lamenti di gente senza labbra ed occhi. “Molecular Mandala” si struttura come un rituale senza vita con timidi rintocchi di luce che piano piano acquistano ricchezza sonora. Come riferimenti siamo in zona Loki, Herbst9 ed Inade su tutti. Gli orizzonti di “Horizon of Perceptions” sono desolati e tristi nella sua ambient minimale e secca, “Vast Subdimensions” aggiunge brio con inserti tastieristici più dinamici e siderali. La prima parte si conclude con “Shape Recycling”, roboante nel suo lento e mortifero basso.
La seconda parte denominata “The Six Realms” si affida ad una tradizione buddista dove le sei sfere dell’esistenza sono lo specchio dell’ignoranza, odio, affetto, gelosia, orgoglio ed avarizia. Le coordinate sonore si riflettono in contesti più minimali, sempre con la presenza ingombrante del terrore ma con spirito più quieto e sussurrato. Solo “Permanent Ignorance” è dotata di un’atmosfera più reale, fantasmi sfuggenti con finale lugubre e lamenti di morti che si riallaccia con l’angoscia fluttuante di “Enslaving Desire”. “Wrathful Jealousy” introduce alcuni sprazzi di luce con folate di suoni più chiari che nella conclusiva “Lazy Pride” esplode con un fare più dinamico, senza perdere l’aria soffocante di questo seconda parte leggermente inferiore alla più dinamica “Antarabhãva”.