
Come i loro compagni di etichetta Kreuzweg OST, anche gli svedesi Deadwood provengono da un background metal, nello specifico si tratta di un side-project del black metal act Blodulv. Questo debutto si presenta in un jewel-case dal nero minimale con strani simbolici esoterici ed un titolo piuttosto misterioso: “8 19”.
La Cold Spring lo cataloga nei meandri della musica elettronica estrema, tra gli Mz.412 ed i Grey Wolves. Dei primi hanno sicuramente l’utilizzo delle voci ‘growl’, avvisaglie esplicite di un passato nel metal estremo. L’introduttiva “Antabus” si staglia con virulenza attraverso voci urlate ed un noise schizzato con stop&go improvvisi ed un missaggio che fa risaltare troppo la parte vocale. “Crushing on” si attesta con lente e minimali sonorità ambient, sconnesse, graffianti senza ferire e con poca luce sonora utile a creare la giusta atmosfera. 14 minuti noiosi ed inconcludenti. Più rabbiosa la title-track, loop meccanici e potenti su un denso tappeto di bassi percuotenti e vocals distorte, la successiva “Bitch On The…” si affida ad uno scarno loop che traccia immobili sentieri ambient per finire in un contesto più rovinoso ma sempre pervaso da suoni per nulla incisivi e d’effetto. Non va meglio con le ultime due songs che vanno a chiudere questo debole lavoro. Atmosfere piatte, per nulla rabbioso, non riesce a raggiungere gli obiettivi prefissati ed anche a livello puramente strumentale non si riesce a dare uno stimolo positivo.