
Non molto tempo separa questo ultimo CD di Johan Levin dal precedente Strife. Un piccolo spazio temporale che ha portato grandi cambiamenti all’interno del sound di Desideris Marginis. Dai freddi minimalismi del disco precedente al calore più rassicurante di “That Which is Tragic and Timeless”.
Le prime avvisaglie sonore sono orientate su una dark ambient dal sapore neoclassico, c’è un sentore di epiche atmosfere che generano sentimenti comunque oscuri e nefasti. “Still Life” ha una cadenza più lenta e contraddistinta da clangori metallici con echi profondi ed una serie di percussioni dal taglio quasi marziale, “Secret of the Future Past” è oscurissima e spettrale nei suoi rintocchi che acquistano potenza e spessore. Campane del cattivo presagio. La desolazione tipica della dark-ambient svedese è tutta concentrata nel freddo vento di “It’s a Cold Trail”, anche le percussioni con i riverberi metallici hanno ben impressa l’impronta CMI con bordate di melodie dark wave a far da bilanciere. Dopo una sperduta ed incolore “Stolen Silente”, la successiva “Where I end and You begin” non si stacca da un contesto minimale, dark ambient appena sussurrata con lamenti in lontananza. Lamento che acquista forma musicale, un lugubre suono che si allunga su occasionali rintocchi percussivi su una base di oscura ambient svedese.