Nordvargr/Drakh “Infinitas In Aeternum” CD Cyclic Law

Aveva destato non poco interesse il vinile uscito qualche tempo fa per la scomparsa LSDO, una bella release in candido vinile bianco con poster double-face di enormi dimensioni, il classico lavoro realizzato con estrema cura dalla defunta label statunitense (ma il debutto su CD “Cold Void for Nothing” era uscito per la polacca Fluttering Dragon). Ed anche la proposta musicale del secondo lavoro “Northern Dark Supremacy” aveva un meritato posto al sole, o meglio all'ombra dato che si tratta di una dark ambient molto oscura che possiamo quasi definirla come la parte più soft del loro progetto principale MZ.412, stessa attitudine malefica ma suoni più virati nell'ambient di stampo orrorifico.

Infatti nella prima traccia “Beryll” dopo un'inquietante passaggio di samples campionati fa capolino un inserto vocale che non starebbe male in ambito black metal, un aspetto sempre presente nella discografia dei già citati “true swedish black industrial” MZ.412. Il recentissimo “Infintas in Aeternum” vede il marchio della canadese Cyclic Law e la consueta cura del packaging è, come sempre, raffinata. Un booklet in rigido materialecartonato, ricco di pagine e foto che ben si apprestano alle lugubri sinfonie della coppia svedese. Frédéric boss dell'etichetta è sempre abile nel dare corpo ed immagine al prodotto musicale, caratteristiche indispensabili per un ascolto solido e partecipe a sonorità come quelle proposte dai due svedesoni. In sei lunghe e dolorose tracce la freddezza della musica riesce a raggiungere una glacialità penetrante e maligna, una sintesi oscura dove la tendenza della maggioranza dei progetti dark ambient porta ad una solitudine inquieta e tetra ma che nel caso di “Infinitas in Aeternum” questo isolamento è solo materiale, i paesaggi dipinti sono sanguinosi e piene di anime e spiriti che hanno conosciuto violenza e peccato. Il cupo abbandono di “Black Emitting Oven” è palpabile in tutta la sua tristezza, sentimenti che sfociano in ossessioni più rabbiose con campioni più caldi ed avvolgenti. Il viaggio sfila tra pulsazioni cardiache senza vita (Scotopic Vision) e minimali suoni intrisi di nero terrore (Decomposition of Force), una lunga e snervante camminata su sentieri dove la terra non cambia tonalità a favore di un grigiore secco e letale.

Una dark ambient per niente vicina alle trame sacre di Raison d'étre e compagnia (tanto per fare un nome), accostabile più al modo di comporre dei loro alter ego MZ.412, il paesaggio dipinto è quasi lo stesso, cambia solo la tecnica di pittura e la densità delle pennellate, più morbose e meno violente. True Swedish Black Ambient!

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