In Slaughter Natives “Resurrection” CD Cold Meat Industry

Era dal lontano 1996 che gli svedesi In Slaughter Natives non si affacciavano sul mercato discografico con un album nuovo di zecca. Dopo “Purgate My Stain” abbiamo avuto l'occasione di assaporare le melodie infernali di Mr. Havukainen con un box di ristampe ed un raccolta intitolata “Recollection” entrambe edite dalla sua connazionale Cold Meat Industry.

Ed è sulla stessa label di Linkoping che il ritorno del Re (in questo modo è stata annunciato il suo come back) trova appoggio ed il titolo della sua ultima fatica imperiale è tutto un programma: “Resurrection”. Una presentazione abbastanza piena di sè ed altezzosa su molti punti di vista. Un'esagerazione? A parte tutto ciò, il nuovo lavoro di uno dei progetti storici dell'altrettanto storica etichetta di Roger Karmanik rappresenta davvero un lavoro degno del suo nome. Ricco dell'impatto che un simile genere musicale deve essere dotato e non privo di interessanti quanto coinvolgenti brani. Un post industrial che butta le radici in un passato glorioso senza dimenticare il frutto del male che ha generato in tutta la sua nera bellezza. L'ascolto dell'introduttiva e sinistra “Behind the Wall” può trarre in inganno, le coordinate intraprese da ISN sono altre e “Ashes of Angels” lo sta a dimostrare; marziale, maestosa ed apocalittica come un girone di dantesca memoria. “Tearing my Life Away” attraverso il suo lento e cadenzato drumming sembra una traccia ripescata dal passato ma rielaborata con un'attitudine moderna senza sembrare priva di pathos emotivo e la voce è sempre quella di un demonio ubriaco. “As my Shield” è spiazzante nella sua furiosa cavalcata elettronica, una marcia industrial che non conosce ostacoli nel suo forsennato e granitico set percussivo. Con “Your Breed” ci addentriamo in territori più ambient e spettrali con sottofondo lontani battiti di inclassificabile provenienza così come la canzonetta d'epoca che chiude il pezzo. “The Vulture” vira su atmosfere più inquiete e mortifere tipiche dei tempi d'oro ed anche la successiva “Anger Are You...” ha le stesse caratteristiche ma nel complesso non riesce ad essere coinvolgente nella sua fredda dark ambient di stampo esoterico. “Blood Testured” ha un denso strato di percussioni marziali ma la melodia drammatica all'interno della sua trama è ben udibile in tutta la sua malinconia e con “An you still are the Dead” si applica la parola fine alla resurrezione di ISN con un mefistofelico brano perfettamente in linea con quanto ascoltato finora. Tutto finito? No c'è anche spazio per un video clip: “Clean Cathedral”, un ottimo lavoro grafico dove si staglia il faccione sofferente di Havukainen in computer grafica diviso tra brevi spezzoni live, autopsie, crani aperti, violenza e luoghi di sporco degrado, un pezzo più elaborato rispetto al suo originale apparso su “Purgate My Stain”, un peccato che un simile esempio di industrial cupo e claustrofobico con voce indemoniata non appare anche in semplice formato audio.

Un gradito ritorno con un disco che non mancherà di riscuotere favorevoli opinioni anche se non raggiunge le atmosfere dei vecchi e rozzi lavori, vere e proprie soundtrack infernali. Una resurrezione diabolica.

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