AA.VV. “Syndrom – Sin #6” CDr Syndrom produktion

Ancora Svezia in digitale. Stavolta è la Syndrom produktion che ci propone un CDr nella misura di un 4 way split presentato in un booklet fotocopiato con un'illustrazione grafica per ognuna delle bands presenti. Le prime 5 tracce sono ad opera di Some Asian Female Bodybuilders, un nome ed un'immagine che ho trovato subito accattivanti e ben promettenti ma non così è stato per il lato sonoro. Questo progetto di stanza in Spagna ci offre un campionario di rumori ad alta frequenza che ad un primo ascolto mi è sembrato quasi istantaneo paragonarlo a “Buchenwald” dei maestri Whitehouse, ma non possiedono la violenza nichilista di Bennet e soci e, conti alla mano, SAFB risulta stancante e noioso anche se alcuni pezzi risultano davvero disturbanti nel suo scarno minimalismo nevrotico. Con il finlandese Toni Kandelin ci addentriamo sempre in territori noise ma sul versante più harsh. E' un classico suono in bilico tra il rumore puro e la sperimentazione più irruenta, sul piano dell'originalità non offre nuovi spunti ma nel complesso per i cultori del genere riesce a destare quel minimo di attenzione maniacale. Il terzo progetto ad esibirsi è il belga o.m.s. – n.m.a. anche lui alle prese con modulazioni analogiche del rumore con praticità chirurgica e mano fredda e controllata. Un noise sperimentale abbastanza equilibrato che percorre saldamente la strada che si è prefissato tra feedback, distorsioni e altre modificazioni sonore ma senza sterzare in favore di attimi più violenti ed incontrollabili. Dopo le alte frequenze della brevissima “Red Tulips” con “An Unfamiliar Face” il rumore si fa più solido e incisivo perdendo l'aspetto eccessivamente incolore e sperimentale dell'introduttiva traccia senza titolo. Semplice quanto disarmante noise. Il compito della chiusura spetta a Guttural Strap-On, progetto svedese che è anche mente della Syndrom Produktion. Cosa ci propone mr. Lundh? Noise anche lui, analizzato in maniera analogica con inserti più virati verso l'ambient, una sordida colonna sonora horror tagliata da abbondanti rumori scarnificanti.
Una produzione underground tutto sommato dignitosa, con episodi interessanti per ognuno dei partecipanti senza brillare in ogni caso per originalità anche se devo ammettere che un genere come il noise nella sua ristrettezza di mezzi e soprattutto all'interno del suo essere minimale e schematico non riesce a dare spinte e idee per combattere questo, definiamolo così per comodità, difetto.
Contatti: Syndrom Produktion - o.m.s. - n.m.a.