Beyond Sensory Experience “The Dull Routine of Existence” CD Cold Meat Industry

Dopo quattro album di minimalismo elettronico è giunto il momento di ravvivare il sound di BSE con brani più ricchi, più dinamici e correlati da un’inedita quanto inaspettata vena melodica. La vena sperimentale che aveva contraddistinto BSE fin dagli inizi non manca, ma viene smorzata da una sottile patina melodica, un sound più morbido e meno spigoloso di dark ambient piuttosto convenzionale.

Quindi la visione sonora delle abitudini esistenziali è lenta, rarefatta, con qualche sprazzo di inserto dolce amaro. E l’artwork sembra bloccare il tempo in una eternità dalle tinte seppiate. Cosa si nasconderà dietro queste idee tramutate in suono? Il riscoprire il piacere del tempo nell’era della velocità? La tristezza di un’esistenza portata avanti in copie xerox sempre più sgranate? “Paralysed” è classica dark ambient di impronta CMI, un sound fluttuante con quel pizzico angosciante che ha sempre contraddistinto certe produzioni della casa di Karmanik, mentre la title track aggiunge sentori più industrial con rintocchi metallici, samples vocali ed un’atmosfera di nero terrore. “Kverulant” chiude con una lenta song dal ritmo secco, leggero ed a tratti fluttuante nei suoi drones rotondi ed orecchiabili.

Un disco decisamente più ‘ascoltabile’ rispetto alla trilogia OEC, ostica e devota ad uno sperimentalismo rigido e severo. Un po’ derivativo per quanto riguarda le idee più visibili in superficie ma nel complesso un buon ritorno.

Cold Meat Industry