
Qualcuno se li ricorderà per la provenienza piuttosto inusuale (Grecia), altri per alcuni dischi in vinile andati subito esauriti per la Hau Ruck. Oggi ritornano in formato digitale per la Cold Meat industry (qualche anno fa avreste mai creduto di avere tra le mani un gruppo ellenico tra le fila della nota label svedese?) ed abbiamo finalmente la possibilità di dare forma sonora a questa misteriosa quanto conturbante formazione di oltre Adriatico. Conturbante perché il booklet allegato mostra una serie di caldissimi scatti a tema erotico. Tutto sussurrato, appena svelato da una serie di modelle dai corpi resi rossi dalla passione.
La strada tracciata dai Decadence si snoda tra umori folk molto intimisti ed, appunto, decadenti ed un aspetto neo-classico sempre pervaso da un’aria malinconica e mesta. La parte vocale è divisa su due binari, inespressivo il parlato della parte maschile, più angelica e raffinata la performance di Eyphrosyne Papamihalopoulou, un nome altisonante come pochi. Calda e suggestiva “Sin”, peccato per la voce nasale poco incisiva. La voce femminile in “Happily!” si adatta meglio al delicato folk, così come nella successiva “Cold Winter Sun”, semplice ballata acustica con melodie ben impostate. Dosi di neoclassicismo misurato e mai pomposo fino alla nausea si odono tra le pieghe dei percuotenti tamburi marziali di “By The Time We Sleep The Deepest Sleep” e “Do Not Resist” spicca per un assetto marziale e deciso con la giusta cattiveria. “Everything I am” rappresenta un po’ la summa dell’intero album, delicato e sottile con melodie femminili ed in seguito più ricco di ritmi ed atmosfere nere con il cantato-parlato della controparte ‘mascula’. Debole ed a tratti irritante “When My Hands Seek Yours”, un episodio più orientato sulla parte eterea del folk nero, più convincente la conclusiva “With A Dream & A Gun”, sfuggente nella prima parte sognante, nervosa e maestosa in una fine marziale e neoclassica, senza dimenticare un testo ‘hard-boiled oriented’.