Goatvargr “Goatvargr” CD Cold Spring

Goatvargr. Goat incontra Nordvargr. È ancora vivo il ricordo massiccio dell’ottimo Incinerator International, collaborazione americana-svedese tra il suddetto mister Enrik Nordvargr ed il true crime electronics Slogun. E non potevo dare un caloroso benvenuto a questa nuova collaborazione transoceanica sponsorizzata dalla prolifica etichetta inglese Cold Spring.
Le aspettative non sono state deluse, le singole menti coinvolte nel progetto sono riuscite a creare un album ben bilanciato nelle nette differenziazioni che Goat e Nordvargr possiedono individualmente, ma va comunque notata una distanza fin troppo netta nel risultato globale. Il sound del texano è molto lontano dalle più cupe soluzioni musicali del ben più noto svedese e si sente chiaramente nelle note di “Goatvargr”. L’assetto più harsh ed anarcoide del texano si salda prepotentemente con i suoni più ombrosi e granitici del prolifico scandinavo. Senza che uno violenti l’altro. Si parte con “Goatlord Rising”, un intro marziale che si scontrerà con passaggi più harsh introdotti da uno stridulo fischio. Se “Fix” tende a dar manforte a Nordvargr con pulsanti battiti death industrial, la successiva “Realms of the Goatvargr” entra improvvisa con distorsioni e pedal noise per cadere in seguito in oscuri passaggi ambient dal timbro luciferino. Ottima “Droning Hades”, piglio ambient e tenebroso ma non privo di cattiveria ed aggressività con stilettate distorsive in primo piano. Finale dedicato ad una lunga “Beyond the Quortorian Realms”, oltre dodici minuti che partono con pudore e sfociano subito dopo in una bolgia harsh noise senza fine, un contributo che vede la mano di Goat, ma Nordvargr ritorna prorompente nella conclusiva “Drunk on the Blood of the Goat”, una breve traccia percussiva che trova piccoli riferimenti in alcune cose di Haus Arafna senza raggiungere i picchi del duo tedesco.
Cold Spring