AA.VV. “Letters from the Front” CDr The Eastern Front

Sono ormai molti anni che in certi ambienti della scena industriale gira un ampio utilizzo di samples, campioni di discorsi e di canzonette di epoche più o meno riconoscibili. Lo hanno fatto in molti, il caso più eclatante proviene dai primi album di Der Blutharsch dove non mancava una traccia contraddistinta da una canzone popolare d’epoca. E la serie di “Adesso viene il bello” ha sancito il picco di questa idea più o meno condivisibile.

“Letters from the Front” parte da questi presupposti. La compilation sponsorizzata dalla label israeliana The Eastern Front è dedicata al 61° anniversario della vittoria della seconda guerra mondiale… Il packaging è composto da una riproduzione di una lettera del fronte di guerra russo che ripiegato si compone nella sua tipica forma triangolare. Al suo interno troviamo una riproduzione di foto d’epoca e, naturalmente, il CDr. Gira anche una versione extra limited di 24 copie con incluso un vero documento degli anni ’40. Le canzonette sono suggestive. Pure. Ed aggiungono quel tocco di atmosfera seppiata che tanto si addice ad un certo tipo di sonorità. Se non sfondiamo un limite. Solo 8 brani ad opera complessivamente di Westwind, Neon Rain, Storm of Capricorn e Silente and Strenght su un totale di 23 tracce portano l’ambizioso progetto su binari pesanti e prolissi. Diventa tutto opprimente e monotono. Specie se ci aggiungi anche 5 discorsi di Stalin, Molotov e Levitan. La parte più consistente della parte ‘sonora’ è rappresentata dai Westwind, una band francese con all’attivo diverse releases sia in analogico che digitale. Le sue lettere (ben quattro) si districano senza infamia e senza lode su grigi sentieri di industrial dalle fosche tinte militari e desolate. Bella ed intensa “Letter IV”, marziale con percussioni soft e tastiere penetranti. Alienante e suggestivo il ricordo di Storm of Capricorn, profonda la ballata dall’anima quasi electro di Neon Rain. Ipnotici i contributi di Silente & Strenght, si passa da opprimenti passagi ambient dal piglio orchestrale ad una fosca ballata dal suono lontano ed irraggiungibile.

Per completisti e… nostalgici!

The Eastern Front