
Il debutto di Letum era passato piuttosto indisturbato. Un album che non aggiungeva nulla di nuovo e che era subito finito nel dimenticatoio con la (quasi) certezza che il progetto di Mattias Henriksson era giunto definitivamente al capolinea. Ipotesi errata. Letum ritorna quando meno te l’aspetti con un secondo CD stampato, come il primo, dalla CMI. Se “The entrance of salvation” aveva deluso le aspettative, “Broken” non mancherà di regalarci ottimi momenti di buona dark ambient music. Ed è un disco pesante. Con molto noise ed una opprimente atmosfera di disagio. Il come back di Letum si assesta saldamente su ruvidi sentieri noise-ambient senza dimenticare il classico stilema svedese composto da cupi passaggi sonori, visioni di nero terrore ed un senso orchestrale da cinema horror di altri tempi.
“Solititation” apre le danze con caotici samples che implodono su un’apertura epica per sfociare nel mantra lugubre e maligno di “Attempt”. Squillano le trombe della desolazione umana con “Betrayed” e l’isolazionismo di “Staring at Tonight” gela il sangue con un minimalismo epico da fine del mondo. “Dissolving” parte con un tappeto di graffiante sound minimale ed ipnotico e conclude la sua dissolvenza in contesti più maestosi, mentre “Communion” si fregia di una spettrale orchestra della morte con tanto di violino del dolore, una sinfonia fredda e glaciale. La finale “Tears” scivola con apatia sulle reminescenze del Raison d’ètre più religioso, un epitaffio affliggente e luttuoso che lascia un gusto amarognolo ed un senso di disagio che ci terrà compagnia per diverso tempo.