
Ad una lettura superficiale, questa nuova produzione CMI aveva tutta l’aria di essere una nuova leva dark-ethereal di impronta italica che avrebbe affiancato la già folta scuderia con Ataraxia, Gothica, All My Faith Lost… Progetti validi, non si può negarlo, ma le mie preferenze mi portano su ben altri lidi musicali.
Va in ogni caso ammesso che i Medusa’s Spell di Mara Lasi e Daniele Serra sono riusciti a creare un album pregno di suggestive atmosfere, di ottime soluzioni sonore e di una originalità che sfonda gli stilemi più classici di questo sfuggente genere musicale. La presentazione della label scandinava è perfetta, rende benissimo l’idea su cosa vuol proporre “Mercurial behaviour”. Un concept album su come ogni atto viene filtrato dai pensieri e dalle visioni di un’omicida, un lungo mantra infestato e delicato su cui defluiscono chitarre acustiche, samples, loops, piano ed un’espressiva quanto efficace voce maschile. 10 atti che sembrano non esistere, talmente onirica è la dimensione che si ha la sensazione di non vivere nulla di reale. Si può definirlo come dark-folk con elementi che lo rendono ancora più oscuro ed infestato dai fantasmi della ragione, i primi due atti si snodano tra passaggi più marziali (Act I e Act IX) e ballate folk capitanate dalla calda voce di Daniele Serra. Delicati gli arpeggi che ben si adattano alla profondità apocalittica della voce in “Act IV”, il successivo “Act V” infesta le nostre menti con una dark ambient popolata da spiriti perduti, mentre in “Act VII” il sound diventa più epico senza perdere l’atmosfera fredda da cimitero dimenticato da Dio.