
Già disponibile in formato CDr limitato a soltanto 85 copie, questo misterioso progetto russo ritorna in formati ben più commerciali per la nota casa inglese Cold Spring. In origine “Necrosphere” era composto da una sola lunga traccia, una colonna sonora che espone una dark ambient spettrale, pregna di solitudine umana, un turbinio di field recordings nelle consuete ‘abandoned places’ che in questo caso hanno il volto di arrugginite basi missilistiche. Con la ristampa su CD, “Necrosphere” si arricchisce di una seconda e lunga suite sonora.
Non è difficile immaginare un sound sperduto in posti dimenticati dall’uomo e da Dio, un inno scarno e scheletrico su posti dominati da ferro, ruggine, sporcizia e marciume industriale. Il percorso è minimale, i suoni naturali non esplodono, rimangono sempre in contesti sussurrati, un urlo silenzioso che mette a dura prova l’attenzione dell’ascoltatore. Le due lunghe tracce che compongono questa sfera della morte non offrono parecchi sbocchi, il sound rimane per la maggior parte su un tappeto soffuso di ambient con piccoli sbalzi e fusione con elementi più graffianti nei primi minuti della seconda traccia e venti impetuosi con bassi roboanti sempre a metà della traccia conclusiva ed un breve intermezzo rituale a base di percussioni nella title track con timide voci infestate da suoni ribollenti.