
Entrambi hanno già avuto il loro posto speciale e riservato su questa misconosciuta ma validissima etichetta italiana. Adesso è il tempo di riunire le forze in un suggestivo 7” in nero vinile di quelli spessi e pesanti, un matrimonio a tre che ha promesso ed ha generato scintille fin dai primi battiti rumorosi. Dico a tre perché la confezione extra-lusso gioca un ruolo fondamentale all’interno del progetto “Feel/Bad”, una rigida cornice decorata con i nomi in argento ed una misteriosa foto raffigurante un’inquietante processione di stampo arcaico e religioso. Sul retro, una bambina stretta da braccia adulte, ma con scintillanti protesi cromate al posto delle mani. Una presentazione di grande effetto.
L’occhio ha avuto la sua parte ed è stato ampiamente soddisfatto. E l’udito? Siamo ad ottimi livelli anche su questo versante. Il caro vecchio vinile rende al meglio nel calore analogico del sound industriale ancorato all’attitudine old-style di un tempo con i mezzi e le possibilità della società odierna. Rompono gli argini i grandi Proiekt Hat con una opprimente e meccanica “Feel”. Un ottimo contributo di industrial music con grigie e soffocanti atmosfere, loops cadenzati, pesanti e martellanti. Sembra un pezzo di “In-Konflikt” dei Genocide Organ con un’aria ben più aspra e rovente. La parte dedicata interamente a Brighter Death Now riprende in mano i classici stilemi della creatura del sior Karmanik. Le coordinate sonore si rifanno al recente “Kamikaze Kabaret” con un’attitudine meno morbosa e più virulenta. È l’apporto vocale ad entrare in modo predominante, selvaggio, violento e decisamente rock’n’roll.
Un oggettino di culto che non deve mancare nella cameretta stracolma del feticista made in vinile. No more words.