Recondita Stirpe “Recondita Stirpe” CDr Misty Circles

Recondita Stirpe nasce da un’idea di Diego Banchero, personaggio molto attivo da anni nell’entroterra musicale genovese con moltissimi progetti come Il Segno del Comando, Malombra, Zess. Oltre a Diego troviamo tra le file di questo interessante progetto italiano i contributi di Christoff, Mirko Giorgini e Carolina Ceccato, tutti artisti già attivi in diverse forme d’arte. Con i Recondita Stirpe si vuole intraprendere una via il più possibile personale del folto sottobosco denominato neo-folk, senza cadere negli stilemi più classici e famosi del genere, specie per quanto concerne la scuola tedesca.

Il risultato è un EP che propone 5 brani in bilico tra folk, cantautorato italiano ed un pizzico di attitudine dark nel cantato e nell’impostazione delle voci. Il sound è a mio avviso ancora acerbo ed una cacofonia eccessiva del sound non riesce a far brillare il sound come deve. La recente esibizione dal vivo ha mostrato persino una line up allargata a più elementi e non si può negare che tale scelta potrà influire molto positivamente nelle registrazioni in studio. L’introduttiva “Fire On Us” parte con percussioni marziali, purtroppo rese fosche da un lavoro di mastering non eccelso, che incontreranno le drammatiche e teatrali voci di Christoff ed un arabesco di chitarre dal piglio orientale. Più virulenta e passionale “Devotion”, una ballata suonata con ricchezza di suoni, il cantato assume toni troppo elevati ed eccessivamente teatrali per questo contesto. Più oscura “Recondita Stirpe” e “Raskolnikov”, quest’ultima pervasa da una lenta e grigia litania funebre. Si chiude con “Lords of the Unknown”, una ballata essenziale su cui fanno capolino parti vocali declamate a bassa voce e parti a più voci più vivide e trascinanti.

Le idee non mancano, le capacità compositive e strumentali nemmeno, cosa c’è che non va in Recondita Stirpe? Un paio di difetti già espressi diverse volte. Una registrazione non pulita, poco potente specie nei bassi e nelle percussioni. Per finire, una voce che personalmente trovo mal impostata e troppo orientate su lidi declamati e teatrali.

The Eastern Front