Rome “Berlin” CD Cold Meat Industry

Forte di una solida tradizione industrial/ambient, la CMI ha da qualche tempo assaporato l’idea di pubblicare alcuni dischi che seguono il verbo del folk più o meno marziale. Cito a memoria Stormfagel ed i veterani Ordo Rosarius Equilibrio che sono comunque un’evoluzione più o meno riuscita di un vecchio progetto strettamente a contatto con le sinfonie più spiccatamente industrial ambient. Con Rome si aggiunge un piccolo tassello che seguirà il più importante album già annunciato dalla casa svedese.

Digipack piuttosto superficiale sulle tonalità seppia, Rome propongono un efficace folk di sapore ermetico che fa il verso ai già citati ORE come nella struggente “The Orchards”. Interessante la ballata folk intimista impreziosita da elementi fluttuanti che la rendono onirica e straniante che risponde al titolo di “Une Autre Vision”. C’è spazio anche a songs dal sapore più orchestrale (una funerea e lenta “Clocks”) e momenti più marziali con voci profonde e drammatiche come nell’introduttiva “Like Lovers”, molto vicina ad In Slaughter Natives. Anche “Wake” si consolida sulle stesse marziali sonorità con un piglio più apocalittico e drammatico. “Herbstzeitlose” (dopo il francese e l’inglese, anche il tedesco?) chiude “Berlin” con una delicata e malinconica ballata che porta un po’ di atmosfere autunnali in queste prime giornate afose.

Interessante anche se parecchio derivativo, molto fedele a gente come Death in June, ORE e quell’industrial marziale di stampo neoclassico. La natura breve del CD lo mette su binari più che piacevoli e l’ascolto scorre con facilità e gradevolezza. Attendiamo l’album di debutto per un’analisi più completa.

Cold Meat Industry