Skin Area “Journal Noir / Lithium Path” 2 CD Cold Meat Industry

Con un pò di diffidenza e pudore, mi avvicino a questa opera monumentale (in termini di quantità) della Cold Meat Industry. La carne porta il nome di Skin Area, progetto svedese che vede all’opera Martin Bladh e Magnus Lindh con all’attivo un CD sempre per la casa del signor Karmanik. Perché diffidenza? Paura? Ho sempre sentito pareri parecchio negativi su questo progetto. Etichettato come noioso. Rumoroso. Un progetto noise criticato perché ‘rumoroso’. Quando di noise c’è poco e quelle poche occasioni non sono per niente da buttare. Anzi.

Doppio CD. “Journal Noir” sul rosso sangue, più violento, con picchi di power-electronics, aride atmosfere. “Lithium Path” sul verde acido, più atmosferico, ambient a tratti fluttuante, spessa, monolitica. Ottime le tracce introduttive del giornale nero, “Posthumos” è lunga ed ipnotica nei suoi intricati loops, “Borderline” si affaccia su lidi harsh noise feroci e violenti, momenti morbosi e crudeli in “A Childish Confession” in stile Nicole 12 più raffinati e meno spinti musicalmente. Il resto è una discesa inconcludente che perde identità in brani poco uniti tra loro, a parte una breve e bizzarra melodia per solo piano. Il CD contrassegnato dalla croce verde abbandona del tutto le sonorità dure a favore di un ambient sperimentale dolce, delicato e fluttuante. L’altra faccia della stessa medaglia. Calma piatta, qualche flebile percussione, voci narrate ed un’atmosfera che si allontana dall’ambient per abbracciare sentieri più morbidi e meno ostici. A tratti sognante, alla lunga prolisso e monotono.

Si pesca qualche buon momento ma a conti fatti si rischia spesso e volentieri una condizione poco chiara, suoni differenti che a malapena si intrecciano nell’ingarbugliato percorso degli Skin Area, finendo in un complesso distorto e disorientato. Da rivedere.

Cold Meat Industry