Arcana “The New Light” CD Cyclic Law

Dopo due albums su Cold Meat Industry ho perso di vista l'attività degli Arcana di Peter Petterson (che in questa occasione si firma Bjargo), progetto svedese dedito a sonorità dalle tonalità sacre, quasi religiose, venate da un oscurissimo alone di gotico spettrale ma non paragonabile ai lavori di sedicenti dark/gothic band della domenica. In verità “The New Light”, contando anche i due miniCD quasi omonimi, è l'ottavo CD degli Arcana ed è il primo in assoluto ad uscire per un'altra etichetta che non sia quella di Mr. Karmanik. Parliamo ovviamente della ottima Cyclic Law che anche in questa occasione non evita di presentarci un prodotto confezionato con lusso e perfetto gusto grafico, un digipack formato A5 che somiglia più ad un libro hard-cover che ad un normale CD e non manca il classico libretto oversized pieno zeppo di informazioni. Entrando nei dettagli, scopriamo che “The New Light” non è esattamente il nuovo album del progetto scandinavo, bensì una raccolta di demo e di alternate version che coprono un arco di tempo che va dal 94 al più vicino 2003, quasi 10 anni di luce vengono riproposti in quaranta minuti di musica. Un breve pezzo usato per introdurre le apparizioni live funge anche in questo caso d'apertura al CD, ma con “Reminescence” si stagliano improvvisamente compatte orchestre del terrore, ambient solenne con odore di morte forte e concreto, infatti Pettersson parlando attraverso le note del booklet, spiega che l'aria mortifera aleggiava quel giorno a causa di una recente tragedia, spietati ricordi che hanno portato alla creazione della prima song in assoluto degli Arcana. “The Source of Light” porta sprazzi di luce nell'ombra risultando nel complesso povera di emozioni rispetto alla ricchezza trionfale di “Fade Away”, impreziosita anche da percussioni lontane e roboanti. Con “Lament” si compie un salto di quattro anni nel '98, anno in cui venne realizzata questa delicata ma dolorosa song, un canto deprimente per un gelido autunno. Una delle più suggestive tracce degli Arcana è senza ombra di dubbio l'imponente “Like Statues in the Garden of Dreaming” già ascoltata nel primo CD “Dark Age of Reason”. Una versione alternativa registrata in occasione del noto festival di Lipsia, che perde l'aspetto pomposo a favore di atmosfere più ‘aperte' e celestiali. La chiusura si affida a grigi orizzonti dipinti dalla malinconica “Through the Grey Horizon” dove fa capolino anche la voce di Peter, tutto sommato avrebbe giovato notevolmente una voce dalle tonalità più drammatiche, e per finire davvero, le inquietudini neoclassiche di “Wings of Gabriel”, tragica ed intensa nel suo sound sorretto da secche percussioni. Creando un ponte tra passato e futuro Pettersson assembla suoni e ricordi impolverati per un CD non privo di emozioni, a volte intenso nelle sue drammatiche liriche di medievale memoria ed a volte malinconico nelle sue inquietudini di fine secolo. Una nuova luce per una nuova vita?