AA.VV. “Circolo della Vela Vol.2” CD Dischi del Circolo

Chi frequenta anche un poco i vari forum sparsi in giro per la rete sarà senz'altro a conoscenza del fenomeno mediatico che risponde al bizzarro nome di “Circolo della Vela”. Una sigla che evoca immagini non riconducibili a scene musicali, ma forse a tiepide serate di musica leggera dove signori dal portafogli facile si annoiano senza sapere cosa faranno l'indomani e nemmeno il giorno prima. Ed invece un nome che evoca spazi acquatici è il pretesto per radunare su CD non destinati alla vendita alcuni nomi più o meno noti della scena dark e industriale dello stivale nazionale. Il secondo volume mostra in copertina un sommergibile ormai destinato alla ruggine e come epilogo per la sua gloriosa fine sforna una dozzina di brani dei generi più disparati. Il ‘Volume 2' si avvale di ben 16 tracce, documenti sonori in bilico tra neo-folk, elettronica e dark wave. L'onore dell'apertura spetta ad un'inedita “Song of Margarete” dei promettenti Calle della Morte, drammatica nel suo intenso crescendo che sconfina nella disperazione più assoluta con melodie pregne di storie maledette e reali. L'inedito duo Runes Order VS Folkvang unisce l'elettronica intricata del progetto di Dondo con le arie melodrammatiche di Folkvang. Gli Ain Soph più retrò e d'annata rivivono nella malinconica “Muri d'Assenzio” ad opera di Helden Platz, mentre con Spite Extreme Wing si cambia strada e si imbocca un sentiero dove il lato più epico e maestoso del folk si sposa con le fredde e sporche sonorità black metal, genere di provenienza dei SEW. Momenti debolucci con l'esecuzione dei giovanissimi Lupi Gladius e Axis Mundi, eccessivamente legati ai classici stilemi del pianeta neo-folk risultando piatti nel risultato finale. Il punk schizoide dei Dick Dastardly alza involontariamente il livello con delle schitarrate sbilenche e liriche spaghetti-english. Divertente la brevissima prova di Gene Crazed, rock'n'roll sfigato e senza fronzoli vari, così come il garage punk schizzato e claustrofobico di Voodoo Barbecue. Dark wave strutturata con tastiere molto eighties con i Pura Levita, interessante ma poco ‘ricca' e decisamente al di fuori dei miei interessi, così come il gothic rock energico e tirato di Sunset Boulevard e le oscurità sonore di Vestfalia's Peace. Anche i baresi Violet Tears fanno parte di una scena che non seguo ma la loro “Eternal Nights” nasconde tastiere sognanti ed espressive, peccato per la voce che guasta decisamente il risultato finale. Peccato e sacrificio con il dark rock fedelissimo alle gesta dei Fields of the Nephilim con gli Anima Virus e con E.V.A. si svolta decisamente pagina a favore di una dark-ambient solare, dilatata e ancestrale. Per finire l'agitazione rumorosa di N., trasmissioni radio disturbate nascondono la vera natura di “Noise Act”, morbide pulsazioni elettroniche parecchio distanti dal CD che N. ha realizzato qualche anno fa per la Slaughter Productions. E con questo il sommergibile ritorna negli abissi più neri e nascosti della scena italiana. Attendiamo l'emersione, magari un veliero sfavillante e tenebroso…

Circolo della Vela