
I più attenti consumatori di musica industriale non confezionata e priva di gesti già stabiliti e pronti all'uso saranno senz'altro a conoscenza di un CD edito molti anni fa dall'interessante label teutonica Artware productions, rea di aver pubblicato anche art-books dedicati alle gesta mediche e lussuriose di gente come Trevor Brown e Romain Slocombe. Tornando alla radice dell'argomento, sto parlando di Schloss Tegal, interessante progetto dark-ambient che mi ha impressionato non poco con “The Grand Guignol” della suddetta label. Sì, dark ambient, un termine alquanto limitativo per il progetto ceco, la base richiama senz'altro le fosche sonorità tipiche di Lustmord ma il sound è arricchito con massicce dosi di samples di origine industriale, il più delle volte basi molto pesanti, ombrose e riconducibili a certe cose di Brighter Death Now. Dopo “Black Static Transmission” (che purtroppo non possiedo) la Cold Spring spezza il silenzio discografico con una raccolta che rende giustizia a chi non ha avuto la possibilità di accappararsi una copia delle compilations su cui figurava Schloss Tegal, raccolte neanche a dirlo dalla tiratura limitata a poche centinaia di copie. Come l'introduttiva “Last Glint of Consciousness” edita in chissà quale sperduta compilazione, l'interno del booklet purtroppo non fornisce indicazioni complete, una traccia sostenuta da un giro vorticoso di suoni aridi, una tempesta sonora che lascia l'amaro in bocca per la polvere sonica che riesce ad alzare. La successiva “Zero Situation” è parte integrante del recentissimo box dell'Ironflame “Statement 1961”, loop e suoni siderali senza volto, quasi monotoni nel loro freddo minimalismo. C'è spazio anche ad un remix di un'imminente remix LP di Folkstorm, death-industrial corrosivo con sottofondo lontano di percussioni metalliche. Nere sfumature in e cieli inviolati in “The Demon that Feeds on the Chaos of Man” mentre “Anti-Life Equation” è una song opprimente e lunga, quasi claustrofobica, una soundtrack per un poco conosciuto film degli anni '70 dove le navicelle spaziali erano comandate da spie multicolori e rumorose, infatti la sua struttura è basata su un software per il controllo dei missili militari. Chiude il CD una mefistofelica “Invitation to an Outrage”, tenebrosa e maligna fine piena di suoni aridi, feriti con voce declamante profezie aliene. Come è ben illustrato in tutto l'artwork “The Hidden Story of Schloss Tegal” è un viaggio mentale, nel più profondo della parte cerebrale della musica sperimentale, quasi una passeggiata onirica e pesantemente morbosa…