DBPIT “The Outstanding Story of Mr. Mallory” CD Sweet Farewell

Il ritorno del meraviglioso trombettista post-industriale è a dir poco assurdo e sostenuto da un concept più unico che raro e che meriterebbe una recensione a parte. DBPIT accantona per un attimo le avanguardie terrene del debutto “Eleven” e ci regala un viaggio in un villaggio turistico che non si chiama Valtur ma Spacetur ed al governo troviamo un bieco gatto alieno che usa l'energia nucleare per imporre il suo spietato regime felino. Mr. Mallory come un novello Peter Parker diventa il supereroe di turno comandato dalla nevrotica e felicemente triste tromba di Flavio, strumento principe del nuovo lavoro uscito per la canadese Sweet Farewell. Super poteri sì, ma più che rendere facile la sfigata vita di Mr. Mallory è un ulteriore peso alle difficoltà di una vita già piena di ostacoli. Per chi vive di pane e sigle, ho qui pronta una definizione che calzerebbe come un guanto alle pazzie psicotroniche di DBPIT, nuclear industrial cat! Confusi? Bene, siete sulla strada giusta.
L'introduttiva “Mr Mallory from Pennsylvania” apre le porte del distorto mondo di questo bizzarro personaggio, una tromba apocalittica spiana la strada ad uno scenario nucleare ed artificialmente grottesco dove l'apporto dei Lendormin è fondamentale in tutta la durata del disco, una messa in scena dove convergono sfumature diverse in un ritratto della felicità contorta di Mallory. Condizione umana che ben si manifesta nel delirio depresso di “Mr. Mallory meets frl. Hendelfest”, sound ad alto grado di tossicità all'uranio dove i dialoghi tra l'ospite KimSonja e le liriche di Flavio alzano il livello di radioattività a limiti insostenibili. La paura di “Mr Mallory attends the Dungeon Auction”, dedicata all'urlo di Munch ed ai TG, si manifesta in un profluvio di suoni inquieti e apocalittici che si snodano lungo le quattro parti che compongono la lunga e straniante traccia per completare con cinismo in una bolgia nucleare di voci aliene, trombe sconsolate e suoni e rumori di non identificata provenienza. C'è anche spazio per chitarre e morbide tastiere fluttuanti a cura di Fabio Magnasciutti in “Mr. Mallory vs the Uncanny Mr. Varga” e segnalo anche la partecipazione dell'illustre partecipazione di Marco Deplano di fama Foresta di Ferro/Wertham come vocalist in tutto l'album, mentre la dolce Ladygreenleaves introduce (e chiude) con delicati inserti d'arpa “Mr. Mallory stands Trial” che nel mezzo si snoda tra fosche percussioni e malattie sonore. “Mr. Mallory Sudden, Phoney Death” è l'epilogo del terzo album di DBPIT, passaggi elettronici left-right che si chiudono con tenebrosi tocchi di tastiere marziane. E' senz'altro un disco che sfugge a qualsiasi catalogazione, impaurito dalla musica ma conscio di rappresentare un'immagine ultra-terrena e ineffabile. Quando la pazzia dei Residents incontra un luna park suonato da trombe ed elettronica intergalattica...
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