Sanctum “Let's Eat” CD Cold Meat Industry

Il ritorno dei Sanctum nel mondo di Discolandia porta sempre la firma della svedese Cold Meat Industry e notevoli erano le aspettative per il seguito di un album (Lupus in Fabula) che ha rappresentato una delle vette più interessanti dell'intero catalogo della label di Mr. Karmanik. Partendo dalla grafica, le impressioni sono ben assiepate su idee confuse e stimolanti. Un digipack rosso fuoco su cui fa capolino la planata di un misterioso uccello notturno ed anche il lavoro interno è uno scontro di stili e suggestioni. La label del CD è una ruota di gamberoni lessi, mentre il booklet mischia liriche hand writing ad un collage bizzarro ed accattivante al tempo stesso. Come prime impressioni “Let's Eat” si presenta con un vestito vario, strano ma altamente curioso stimolando non poco il futuro ascolto del dischetto digitale. Curiosità che si trasformerà in certezza, quella di ascoltare un buon CD ad opera dei Sanctum ed una nuova tappa in grande stile dell'ormai ultra decennale vita della casa di Linkoping. L'iniziale “Foodchain” comincia timidamente per aprirsi in un bella e struggente tracci orchestrale su cui si stagliano senza essere aggressive delle percussioni marziali. Malinconica title-track, ricca di plumbee sfumature ed energia canora in “Nar”.Tra “Shut Up” e la successiva “Shine” è un delirio puro. Percussioni tribali, avvolgenti ed un basso morbidissimo, caldo e tastiere sognanti che generano brividi su brividi attraverso oscurissime atmosfere di una fredda serata metropolitana. Nevrotica “Sister” e finale notturno in “A-Part”, basso pesante, un piano erotico e voce cavernosa da infimo jazz club. Un ritorno in grande stile con un CD che fugge da molte definizioni risultando difficile da catalogare ma non per questo da ascoltare…