Varunna “Fuoco!” 7” Hau Ruck!

written by 20maValeriaVictrix
Il progetto Varunna nasce due anni fa, nel 2002, ed era inizialmente composto da tre elementi. Ma la necessità di Alessio Betterelli di esprimere le “cose sue a modo suo“ cozzò ben presto contro la visione tematica degli altri due musicisti e lo portò ad abbandonare, senza rimorsi, i suoi compagni di ventura. Si trattava di una sfida importante, per Alessio: quella di portare avanti questo suo modo di concepire la musica e di fare le “cose sue a modo suo”.
L'idea di fondo era ed è, in realtà, molto semplice: caricare di significato emotivo i testi, comporre la giusta melodia di contorno a questi testi , proporre le canzoni in acustico senza l'ausilio di macchinari digitali più o meno sofisticati e correre un rischio: quello magari di non brillare per originalità ma essere comunque, in ogni caso, se stesso. Fatale gli fu l'incontro con Albin Julius, già mentore della HaurRuck! Nata inizialmente come una semplice conoscenza trasformatasi rapidamente in amicizia e da qui in collaborazione artistica. Varunna si gioca il tutto per tutto e accetta la sua sfida più importante: proporre la sua musica, esporsi come non aveva osato fare in precedenza. Albin è noto per avere un buon fiuto negli affari e, a sua volta, raccoglie il guanto e fa uscire questo 7” “Fuoco!“ nel giro di un anno.
Quattro tracce ,due con testi e musica originali di Varunna “Graziani“ e “L'alba”, la title track “Fuoco!“ di F. Jansen e “La notte“ cover di Adamo, un cantante che spopolava negli favolosi anni '60, e di cui le nostre mamme conservano ancora memoria.
Se in passato circolavano voci di alcune sue produzioni in esperanto (brani su cui non possiedo alcuna ulteriore informazione, se non attraverso canali non ufficiali), i testi di questo 7” d'esordio (in un bel vinile pesante come nella consuetudine HauRuck!) sono in italiano. E forse proprio qui sta la sfida: se musicalmente Varunna non propone nulla di innovativo nel panorama “neofolk” ( tanto per inquadrarlo in un ambito e non per appiccicargli un'etichetta), sicuramente le liriche legate ai suoni non lasciamo alcuno spiraglio all'immaginazione. Riuscitissimo il connubio tra la spensieratezza del beat e la severità delle arie neofolk nel rifacimento de “La notte”: Alessio sa confrontarsi anche con l'altro da sé, un altro veramente lontano sia nel tempo che nel contesto, riarrangiandolo alla propria maniera e traendone una canzone del tutto nuova, che potrebbe esser spacciata per un originale. Nei successivi tre pezzi, la marzialità della musica, accompagnata spesso dall'alienante presenza di sirene anti-aeree in sottofondo, è semplicemente la colonna sonora che egli ha ritenuto più adatta per parlare delle sue passioni, legate a quel periodo della Storia d'Italia che in tanti vorrebbero fosse consegnato all'oblio.
Per Varunna è importante rievocare uno spirito che è stato, citando gesta che sono diventate parte della nostra storia, condivisibili o meno, ma pur sempre parte di noi, nel bene e nel male.