
I neo-folkers di lunga data (più o meno) saranno senz'altro a conoscenza dell'associazione croata-tedesca “Thaglasz”, fan-club dedicato a vita, morte e miracoli dei Death In June (Thaglasz è infatti l'equivalente runico di Douglas) e occasionalmente label dedita alla realizzazione di oggetti limitatissimi e non sempre capaci di soddisfare la fame di ogni collezionista esigente. Il tedesco Werkraum (progetto di Axel Frank) era una presenza fissa, e lo è tuttora, delle creazione viniliche e digitali di Rukavina e solo oggi vede finalmente la luce l'agognato CD di debutto grazie alla Cold Spring. Classico neo-folk tedesco con chitarre acustiche e percussioni dure e marziali a sostenere il cantato tedesco, insomma niente di nuovo sotto il sole. Digipack immacolato con stampe in oro, graficamente ci siamo, inseriamo il CD per assaporare il lato sonoro e via… Intro neo-classica con liriche del compositore inglese John Dowland e neo-folk a manetta duettando con Lady Morphia, massicce percussioni con inserti di tastiere apocalittiche, un inizio tutto sommato dignitoso. Si prosegue con “Chanson de la plus haute tour”, delicata song neo-classica con ispirate liriche femminili ispirate alle parole maledette di Rimbaud, altri riferimenti letterari spiccano in “Ewigland”, malinconie autunnali con testi adattati alle opere di Charles Baudelaire. Spazio anche a drammi orchestrali in bianco e nero (Einsamernie), delicati arpeggi sulla scia di Orplid (Hohezeit) e per finire arie da melodramma post-bellico nella conclusiva “Civitas Dei”. Interessante la maestosa “Heilige Krieg” e “Steh auf, Nordwind!” buona struttura marziale unita ad una ricchezza sonora non indifferente. Conclusioni? Interessanti in alcuni punti basati su un aspetto più orchestrale e drammatico dell'ormai povero panorama neo-folk, forse una cura più dettagliata e maggiore passione ‘popolare' gli avrebbe donato un'aria più diversa, più familiare e d'impatto. Tutto sommato un buon debutto tra nostalgie di fine secolo e atmosfere seppiate d'annata.